22/12/2005
- Sospensione commercializzazione Teleconomy Internet:
Il tribunale di Milano ha deciso di bloccare la commercializzazione,
da parte di Telecom Italia, dell’offerta flat, analogica-isdn,
Teleconomy Internet, fin quando l’autorità per le
garanzie nelle comunicazioni non si pronuncerà in merito
alla possibilità per i provider alternativi di replicare
l’offerta dell’incumbent.
Anti Digital Divide (da qui in avanti anche ADD) ha deciso di
scrivere all’illustrissima Autorità, in difesa degli
utenti che rappresenta, in quanto teme che saranno nuovamente
i consumatori ad essere danneggiati, se non si prenderanno in
tempi brevi decisioni in merito a Teleconomy Internet.
La normativa prevede che nel caso l’operatore
dominante (Telecom Italia) decida di commercializzare una nuova
offerta al dettaglio, debba fare in modo che questa sia replicabile
dagli altri operatori, attraverso un’offerta all’ingrosso
che la renda tale. Purtroppo questo non è avvenuto.
Che la flat di Telecom Italia sia palesemente non replicabile
si evince dal fatto che nessun operatore alternativo è
stato in grado di proporre sul mercato, un’offerta con le
stesse caratteristiche di Teleconomy Internet, non solo i piccoli
provider ma anche i grandi carrier nazionali.
L'AGCOM che, da agosto, sta analizzando la possibilità
che Teleconomy Internet sia replicabile o meno dagli OLO (Other
Licenced Operators), ad oggi ancora non si è pronunciata.
ADD ritiene che 5 mesi di tempo per appurare un fatto che risulta
essere, a nostro modesto parere, evidente, siano eccessivi. Un
lasso di tempo così ampio ha permesso a TI di drogare il
mercato, con gli OLO che hanno visto migliaia di contratti persi
senza poter far nulla per opporsi, cosa logica, se l’offerta
fosse replicabile, sarebbe stata proporne una con caratteristiche
simili a quella dell’incumbent ma ciò non è
avvenuto.
Telecom asserisce che l’offerta sia replicabile
e detta agli operatori alternativi il modo per renderla tale.
Telecom sostiene che attraverso un rapporto linee/utenti di 1:12
si possa replicare l'offerta, utilizzando cioè lo stesso
canale per 12 utenti, che è il rapporto che l'incumbent
dice di utilizzare per la sua offerta flat. I concorrenti invece
usano un rapporto più basso tra linee e utenti, per privilegiare,
dicono, la qualità del servizio, utilizzando però
meccanismi di disconnessione automatica per permettere a tutti
di accedere.Telecom invece non disconnette gli utenti, salvo casi
eccezionali, e questo fa della sua offerta l'unica "vera"
flat dial-up, anche se gli OLO mostrano di non credere al rapporto
linee/utenti dichiarato dall'incombente, il quale si difende dichiarando
che se si mettono sia utenti flat che a tempo sullo stesso canale,
si consegue un buon bilanciamento.
In questo caso, come asserito dal giudice, l’offerta sarebbe
replicabile "soltanto da operatori infrastrutturati, con
una clientela a consumo da rilevanza tanto eccezionale da superare
i limiti delle linee guida richiamati dalla delibera n.152/02/Cons
dell'Autorità Garante"
Questo danneggerebbe a nostro avviso i piccoli provider, che hanno
visto il proprio numero passare negli ultimi anni da alcune migliaia
a poche centinaia, e per riflesso anche gli utenti che vedrebbero
diminuire sempre di più, le già limitate possibilità
di scelta.
Quello che vorremmo capire è con quale
arbitrio Telecom stabilisce chi possa o meno usufruire della sua
offerta all’ingrosso e con quale autorità detta/suggerisce
le caratteristiche che gli altri operatori devono adottare per
la loro offerta.
Che vantaggi avrebbero gli utenti, se le offerte fossero tutte
la fotocopia di uno stampo deciso dall’incumbent?
A nostro avviso siamo di fronte ad abuso di posizione
dominante di TI che stabilisce regole che non sono di sua competenza.
ADD si è battuta con forza per ottenere
che gli utenti (circa 15 milioni), già penalizzati dal
fatto di non essere coperti dalla banda larga, non continuassero
anche a subire la beffa di pagare per una connessione analogica,
piuttosto che isdn, più di una connessione adsl.
Quindi reputiamo il blocco dell’offerta un grave danno per
tutti gli utenti ed in particolare, per quelli che, oltre a dover
fare i conti con una scarsa copertura a banda larga (tra le più
basse d’Europa) perdono la possibilità, recentemente
acquisita dopo anni di attesa, di usufruire di una connessione
analogica flat ad un prezzo accessibile.
Esortiamo quindi l’authority a far si che
l’offerta sia celermente rimessa sul mercato.
La premessa fondamentale è che non vada
rivisto il prezzo al dettaglio verso l’alto, ma adattato
quello all’ingrosso verso il basso, infatti a nostro avviso
12 euro per una flat analogica e 24 euro per una isdn, dovrebbero
essere considerati come prezzo massimo per questo tipo di offerte
a “banda stretta”, considerando che una connessione
adsl con velocità di 640kbit/s ha il costo di 19 euro e
che la connessione analogica non può, a differenza di quella
a banda larga, considerarsi always on.
Entro un massimo di 30 giorni l’AGCOM dovrebbe
imporre a Telecom l’introduzione di un’offerta all’ingrosso,
che consenta agli operatori alternativi di proporre una flat,
con caratteristiche analoghe a quella di Telecom, e di qualità
elevata (max concentration rate 1 a 3), ad esempio 10 euro per
la flat analogica e 20 per la isdn (prezzi al dettaglio, iva inclusa).
Teleconomy Internet viene proposta agli utenti
come una flat 24/24:
“Con Teleconomy Internet, la nuova offerta
di Telecom Italia per accedere ad Internet tutti i giorni, a tutte
le ore, senza alcun limite, bastano la tua linea telefonica di
base e un semplice modem. Potrai così navigare a volontà
in modalità dial-up collegandoti al numero 701.0187187.
……è prevista una disconnessione automatica
dopo 10 minuti d'inattività (assenza di traffico in download/upload).
Dopo tale disconnessione automatica è comunque possibile
riconnettersi immediatamente al servizio.”
(dal sito 187)
Per replicabilità, si intende la possibilità
per gli operatori alternativi di offrire ai propri utenti una
flat a condizioni non inferiori come qualità a quella di
Telecom Italia, cosa che non sarebbe possibile sottostando ai
dictat dell’incumbent, seguendo infatti gli “amorevoli
consigli” dati da TI non sarebbe possibile per operatori
alternativi, offrire una flat che per qualità non sia inferiore
a quella di Telecom ad un prezzo competitivo.
Chiediamo all’illustrissima autorità
di tenere presente queste indicazioni, inoltre riteniamo che gli
utenti dovrebbero aspettare massimo un mese per riavere sul mercato
una flat 24h/24h, analoga a Teleconomy Internet, infatti questo,
a nostro avviso, sarebbe il massimo e ulteriore sacrificio che
si può chiedere ad utenti che sono da anni penalizzati,
sia dalla mancanza della banda larga, che dall'assenza di un’offerta
a “banda stretta” che consentisse di restare connessi
ad internet, senza per questo dover accendere mutui per pagare
la bolletta.
Rimaniamo disponibili a organizzare un tavolo
comune insieme a tutte le parti in causa, dove si discuta seriamente
di come estendere la copertura della banda larga in Italia e di
possibili azioni comuni tra utenti e provider per la diffusione
della connettività e per una maggiore libertà di
scelta.
Distinti saluti
Pierluigi Di Bartolomeo
Consigliere Ass.
Anti Digital Divide
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