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ARCHITETTURA DEL SERVIZIO ADSL

ADSL non e` di per se` un servizio ma una modalita` di accesso alla rete ad alta velocita`, attraverso normale linea telefonica in rame.
Tuttavia l’accesso ADSL presenta alcune peculiarita`, quali la disponibilita` costante della connessione, il trasporto ATM, il profilo di traffico asimmetrico, la coesistenza di dati, voce e video, che lo rendono piu` efficace nell’ambito di alcune specifiche architetture di rete.

In Figura 0.4 e` rappresentata una possibile architettura di riferimento completa per accesso ADSL; il modello generale e` come sempre basato sui tre soggetti: utente, rete e Service Provider.

Fig. 0 . 4 : Architettura di riferimento

Andando ad analizzare elementi di rete e ruoli nel dettaglio, possiamo identificare:

 

  •   CPE (Customer Premise Equipment): si tratta della rete di utente, LAN o Personal Computer, connessa al cosidetto “modem ADSL” altrimenti noto come ATU-R. Questa puo` essere una rete composta da un solo host o viceversa molto complessa; analogamente il modem ATU-R puo` essere un semplice adattatore ADSL, un learning bridge con interfaccia ADSL, un mini-router od un vero e proprio router di fascia alta con interfaccia ADSL integrata.

  •      NAP (Network Access Provider): e` il fornitore della linea fisica ADSL, cioe` l’operatore che ha in esercizio la linea in rame alla quale e` connesso il CPE e che ne permette l’uso ad alta velocita` tramite ADSL.  Nella realta` attuale italiana, il NAP e` costituito da Telecom Italia. Come vedremo nei successivi paragrafi, con l’accesso al rame in modalita` “unbundled” altri soggetti potranno, a breve, farsi carico dell’esercizio delle linee in rame e fornire direttamente telefonia ed ADSL all’utente finale.  Il NAP fornisce accessi ADSL andando ad attestare le linee in rame ad un opportuno multiplatore ADSL noto come DSLAM (DSL Access Multiplexer); questo e` tipicamente collocato nella centrale telefonica che serve l’utente, ma controlla solo il traffico dati ad alta velocita`. Il segnale telefonico tradizionale viene infatti estratto dalla linea prima del DSLAM e portato alla centrale telefonica, senza alcun tipo di alterazione. Chiaramente, se l’utente utilizza voce a pacchetto (voce su IP, ATM o Frame Relay) , non sara` necessario fare uso della rete telefonica ordinaria.

 

  •      NP (Network Provider): la tecnica ADSL prevede il trasporto di traffico ATM (Asynchronous Transfer Mode) tra modem d’utente e DSLAM. Pertanto il multiplatore DSLAM e` progettato per pilotare la linea fisica ADSL, estrarre da questa il traffico ATM ed offrirlo, tramite opportune interfacce, alla rete di raccolta e concentrazione del Network Provider. Quindi il Network Provider opera la raccolta del traffico ATM proveniente da un certo numero di DSLAM, lo multipla e concentra attraverso la propria rete ATM e lo instrada verso la destinazione finale, che puo` essere costituita da una Corporate, da un Service Provider o da una rete intermedia di aggregazione.Il traffico generato dall’utente, sia residenziale che business, e` oggi prevalentemente traffico IP; il trasporto di ATM sulla linea ADSL e` dovuto al fatto che gli standard per ADSL sono stati concepiti prima della grande esplosione di Internet come strumento di business, pubblica utilita` e di intrattenimento. Ad oggi, l’impiego di ADSL e` basato prevalentemente sulla terminazione del trasporto ATM immediatamente in uscita dal DSLAM (quando possibile) e sulla offerta di servizi a livello IP da parte di apparati di aggregazione e di routing. La rete ATM fornisce quindi circuiti a larga banda (uno o piu` VCC per utente), permutati in uscita dal DSLAM e attraverso la rete ATM su opportuni VPC, che aggregano gruppi di utenti); il servizio viene pero` erogato a livello IP e buona parte della riuscita di una rete ADSL dipende dal corretto posizionamento degli apparati di aggregazione e di routing.
    Proprio alla luce di quanto detto, molti NP inseriscono, ad opportuni livelli di rete, apparati di terminazione del trasporto ATM e aggregazione/routing a livello IP, noti come UAC (Universal Access Concentrators) od anche B-NAS (Broadband Network Access Server). In effetti il rapporto che esiste tra accessi ADSL/ATM e UAC e` molto simile a quello che esiste tra accessi dial-up e NAS nel tradizionale accesso via modem ad Internet. Anche nel caso ADSL, il B-NAS si occupa di trattare sessioni PPP, di effettuare autenticazione RADIUS e di instradare il traffico IP verso destinazione. Il ruolo di Network Provider viene attualmente svolto da Telecom Italia, nell’ambito dell’offerta “wholesale” ADSL, tramite la propria rete ATMosfera.  Il servizio offerto dal NP in questo caso e` di pura connettivita` ATM, richiedendo quindi il posizionamento di opportuni UAC a livello di Service Provider.

  

  • SP (Service Provider): il ruolo del SP puo` essere diverso, a seconda dei modelli di business. Le modalita` di trattamento dei protocolli, di autenticazione dell’utente e di selezione della rete e dei servizi, sono tante e tali da consentire la realizzazione di numerosi modelli di rete e di business.
    Risulta quindi fondamentale per un SP non legarsi ad un solo modello di networking nel momento in cui vengono attivati i servizi ADSL ma garantirsi opportuni margini di flessibilita`, che dipendono sostanzialmente dagli apparati di aggregazione scelti.
    In linea generale, un SP puo` operare due tipi di funzione: gestione diretta degli utenti e del servizio o gestione degli utenti per conto del Service Owner ed inoltro del traffico a quest’ultimo.
    In entrambe i casi, il SP ricevera` traffico proveniente da gruppi di utenti in formato ATM, presentati dal NP come insieme di connessioni permanenti VCC affasciate su alcuni Virtual Path; da questo formato di trasporto, il Service Provider dovra` estrarre la componente IP per realizzare uno o piu` dei modelli di networking. Il traffico potra` pervenire nella forma di sessioni PPP su ATM, sulle quali il SP operera` autenticazione diretta o in modalita` Proxy per conto del Service Owner; ovvero, le sessioni PPP potranno essere semplicemente multiplate dal SP in tunnel L2TP verso la destinazione finale; oppure ancora il traffico potra` arrivare da bridge o router remoti connessi tramite ATM al SP. Tutti questi modelli prevedono comunque, presso il SP, apparati di terminazione ATM, aggregazione e di routing IP da scegliersi in base alla tipologia delle interfacce ATM offerte dal NP, in base al numero di sessioni PPP trattate ed in base ai modelli di networking da realizzare.

 

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